Limiti e possibilità dell'ars operandi tra antichi timori e future speranze

05

12/2018


COMUNICATO STAMPA

 

Mercoledì 5 dicembre alle ore 18.00, presso la Pampa Relais di Melizzano, la fondazione Gerardino Romano di Telese Terme, in collaborazione con la Casa di Cura San Francesco e la Samnium Medica, ospitano il Prof. Davide D'Amico.

L'ars operandi ha subito un profondo cambiamento metodologico quando, dalla chirurgia tradizionale aperta si è passati a quella mini-invasiva, laparoscopia o robotica. E' cambiato radicalmente il modo di eseguirla, ma è cambiata anche la performance chirurgica. Quella interpretazione manuale ha ceduto il posto agli strumenti tecnologici. Due sono i corollari dell'ars operandi. Gli antichi timori riguardano, da una parte, il malato che mantiene inlterata la paura di affrontare un atto chirurgico, specie se complesso, e, dall'altra, il chirurgo con le sue vecchie paure delle emorragie, delle difficoltà di affrontare un atto chirurgico difficile, delle lesioni iatrogene, delle rivendicazioni legali. Ed è a proposito di queste ultime che l'ars chirurgica spesso si "appanna", invogliando ad attuare un intervento più semplice e meno gravide di complicanze piuttosto che esporsi a responsabilità professionale. E' questa la cosiddetta "chirurgia difensiva" in cui spesso oggi si ricorre. Quando alle nuove speranze si guarda a una chirurgia da svolgere in un clima di maggiore serenità, più sicura in termini organizzativi e che si avvicini il più possibile all'errore zero. Sul piano formativo dei giovani chirurghi ci sarà un percorso sempre più coinvolgente e intensivo nel campo della mini-invasività. Infatti il futuro ci riserverà una tecnologia imperante e un chirurgo meno creativo ma più determinato e più sicuro. In conclusione, una "ars chirurgica" più rispettosa della integrità fisica del paziente. L'incontro ha ricevutO il patrocinio morale dall'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" e dall'Università degli Studi di Catania. 

Davide Francesco D'Amico. Professore Emerito dell'Università degli Studi di Padova. Già Direttore della I Clinica Chirurgica dell'Università degli Studi Di Padova. Ha diretto il Dipartimento Trapianti d'Organo di Padova. E' stato il responsabile del Centro Trapianti di fegato con all'attivo, in 19 anni, 500 trapianti. D'Amico è stato presidente della Società Triveneta di Chirurgia, della Società Italiana di Chirurgia e della Società Italiana Trapianti d'Organo. Ha frequentato numerosi Centri Internazionali di perfezionamento chirurgico. Pur abbracciando tutti i settori della Chirurgia generale, ha orientato l'attività scientifica in modo particolare verso la Chirurgia del fegato e dei trapianti, delle vie biliari e del pancreas, la Chirurgia del piccolo e grosso intestino, la Chirurgia endocrina e la Chirurgia tracheo-bronchiale. Autore di oltre 550 pubblicazioni scientifiche, 12 monografie di cui 2 sul trapianto, testi a carattere didattico e tecnica chirurgica. Per l'attività svolta nel campo della trapiantologia epatica ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.