Terapia tromboembolica: attualità e prospettive

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05/2016


Cerreto Sannita, 14 maggio 2016

Verificare, a tre anni dal loro ingresso nella pratica clinica quotidiana, quali sono stati i principali risultati derivati dall'utilizzo dei Nuovi Anticoagulanti Orali, in particolare in quei pazienti che presentano un quadro clinico difficile, con una sovrapposizione di più patologie concomitanti. Questo l'obiettivo dell'incontro dal titolo "Terapia tromboembolica: attualità e prospettive", che riunisce alcuni tra gli esponenti più autorevoli e rappresentativi delle specialità di cardiologia, neurologia e gerontologia (Roma, Bari e Napoli).

Le patologie tromboemboliche, tra cui la trombosi venosa profonda, l'embolia polmonare, la trombosi polmonare sono patologie molto gravi che potenzialmente possono mettere a repentaglio la vita di una persona.

Alla luce della necessità di utilizzare, in questi casi, una terapia anticoagulante a lungo termine, da circa tre anni i clinici hanno a disposizione uno strumento in più nel proprio arsenale terapeutico rappresentato dai NAO - Nuovi Anticoagulanti Orali. La terapia tradizionale, infatti che prevede la somministrazione di eparina a basso peso molecolare, con modalità iniettiva sottocutanea, 2 volte al giorno, e a seguire un anticoagulante orale (antagonista della vitamina K), viene, così sostituita, con risulatti equivalenti da un'unica terapia orale molto maneggevole (2 compresse al giorno per tre settimane e poi in seguito una sola). Questo ha il vantaggio di un approccio terapeutico con un unico farmaco orale, senza necessità di praticare iniezioni o dover affrontare un monitoraggio continuo dei parametri della coagulazione, come richiedono gli antagonisti della vitamina k. 

"Nell'incontro di Cerreto Sannita si parte dalle condizioni patologihe più importanti come il tromboembolismo venoso, l'embolia polmonare e la trombosi addominale, per introdurre la casistica di pazienti particolari "fragili", quali quelli oncologici o con insufficienza renale. categorie per le quali vi sono particolari benefici grazie alla terapia con i Nuovi Anticoagulanti Orali" - dichiara il dott. Gerardo Casucci, Presidente e Responsabile Scientifico dell'evento.

"nel corso dei lavori, inoltre, verranno illustrate anche le altre ricadute positiive del meccanismo d'azione di questi farmaci che, oltre all'effetto anticoagulante, grazie al''interferenza sulle reazioni infiammmatorie possono contrastare lo sviluppo di altre condizioni patologiche a carico del sistema cardiovascolare - continua il dott. Gerardo Casucci - Sono state, infatti, raccolte numerose evidenze di un rallentamento dell'aterosclerosi, e di una superiore tutela della funzionalità dell'endotelio vasale (la superficie interna dei vasi) così come di un significativo contrasto dei fenomeni di degenerazione del tessuto cardiaco (fenomeni di fibrosi) a loro volta responsabili dello sviluppo delle aritmie".

"Tecnicamente questa azione su più fronti viene detta 'pleiotropica' e nel caso dei NAO, in particolare dell'inibitore del Fattore Xa (cme ad esempio il rivaroxaban), dispende dalla capacità di regolare alcuni recettori coinvolti nei processi infiammatori attivati da proteasi, che sono presenti in moltissime strutture cellulari differenti. Le ricerche più recenti, inoltre, stanno valutando, per ora positivamente, l'azione di questi NAO anche nel condizionare l'evoluzione di alcune malattie neoplastiche" - conclude il dott. Casucci.